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» Tutte le news 28-12-2010

intervento in aula sul bilancio regionale 2011 e proposta di emendamento per "Vertenza Abruzzo"


Signor Presidente, Signori Consiglieri,il documento di programmazione che lei ci propone, Presidente, è uno strumento molto interessante per elaborare alcune valutazioni di riferimento, in relazione al quadro abruzzese ed al ruolo che la Regione gioca nel nostro contesto socio economico.

Recentemente gli economisti, e cito per tutti il prof. Mario Monti, hanno invocato politiche di crescita economica e prospettive di crescita orientate al futuro, anche al fine del risanamento e della stabilità finanziaria e delle politiche di bilancio.
Il governatore della Banca d'Italia, prof. Mario Draghi, ha sintetizzato il principio nella seguente affermazione "solo con la crescita si possono pagare i debiti".
Tuttavia queste tesi parrebbero opinabili se non supportate da elementi pratici di misurazione economica.

Ebbene, leggendo il Documento di Programmazione per il 2011 si ha modo di rilevare quanto ciò sia vero anche per l'Abruzzo, e quanto sia necessario oggi sviluppare il tema e le risorse della "vertenza Abruzzo", La "vertenza Abruzzo" per noi, per il PD, resta il punto di discrimine perché questo bilancio della Regione per il 2011 abbia un senso obiettivo e praticabile.

La tabella a pag 47 tratta delle "evoluzioni delle componenti del debito della Regione Abruzzo".
Ebbene essa ci dimostra come proprio tra il 2005 ed il 2008 l'incidenza del debito regionale sul prodotto interno lordo diminuisca in maniera significativa dal 12,9% al 9,2%, una riduzione di ben 3,7 punti in percentuale del Pil. Mentre ristagna al 9,1% nel 2009, che secondo Lei dovrebbe essere l'anno dell'avvio del vero risanamento finanziario.

Dunque da questi dati si evince essere vero il contrario di quanto lei ha affermato in questi due anni : i numeri dicono che solo la crescita consente di pagare i debiti.
Paradossalmente, e lo dimostra sempre la stessa tabella, l'incidenza del debito cala di 2,5 punti percentuali tra il 2005 ed il 2006, mentre nello stesso 2006 il debito regionale raggiunge il suo culmine, per poi cominciare a scendere, grazie a quelle ferree misure di risanamento che tra il 2005 ed il 2007 furono attuate dal governo regionale di centro sinistra, nel quale ricoprivo l'incarico di assessore al bilancio.

Se confrontiamo ai precedenti i dati relativi al tasso di crescita dell'Abruzzo, dopo due anni di sostanziale recessione e massimo spreco nella spesa regionale,cioè tra il 2003 ed il 2004, il Pil abruzzese cresce del 2% nel 2005 (0,7 Italia), 2,5% nel 2006 (2% Italia), 1,3% nel 2007 (1,5% Italia).
Ne risentono gli stessi livelli occupazionali.
I tassi di occupazione, stabili intorno al 58% fino al 2008, crollano al 55,8% nel 2009 e recentemente al 54,7% nel II trimestre del 20010. Mentre i tassi di disoccupazione scesi dal 6,6% del 2005, al 6,1% del 2007, risalgono al 7,1 del 2009 ed al 9,5% del 20010, continuando ancora a salire in questi ultimi mesi.

E' inoltre paradossale il fatto che tra il 2009 ed il 2010, pur con grandi proclami da parte Sua sulle politiche di risanamento, si ristabilisce quel trend depressivo per cui l'Abruzzo non solo non cresce, ma recede più del centro nord e persino del mezzogiorno.
Ciò che non era accaduto invece tra il 2005 ed il 2008, anni nei quali l'Abruzzo era cresciuto o aveva arretrato meno, non solo rispetto al mezzogiorno, ma anche rispetto al centro nord.
Questi dati sono chiaramente confermati anche dal Rapporto sull'Economia abruzzese per il 2009 elaborato dal Cresa.
Né può valere l'enfasi con cui si richiama da parte Sua in termini di crescita qualche rimbalzo decimale del Pil nel 2010: dopo un crollo del 7% nel 2009, con una flessione delle esportazioni del 32%, ogni rimbalzo è puramente fisiologico, di un assestamento che riduce però drasticamente in sede strutturale le capacità economiche dell'Abruzzo.

Dunque Presidente, come ho già avuto modo di dirle pubblicamente, non basta dire ai figli ed agli abruzzesi: siamo poveri non si cena, tutti a dormire per fargli passare la fame.
Bisogna assumere politiche non propagandistiche di previsione, coesione con tutte le parti sociali ed istituzionali, con le forze d'impresa e di lavoro, per programmare e prevedere soluzioni strutturali ai fini del rilancio, di politiche di crescita ed innovazione qualitativa del sistema regionale abruzzese, viziato da decenni di spesa pubblica centrale e regionale sostanziosa, ma strutturalmente orientata allo spreco ed alla inefficienza.

Su questi obiettivi Lei ci troverà pronti, essendo noi per il Partito Democratico, già impegnati in quella durissima inversione di rotta che si è comunque realizzata, al di là di ogni fatto giudiziario, tra il 2005 ed il 2008.

Ne avevamo già discusso l'anno scorso in occasione della sua proposta di bilancio, che dimostrava, come quella per il 2011, una innegabile azione di correzione dei conti iniziata a partire dal 2005, che ha avuto il suo esito più stringente dal 2007, con il Piano di risanamento sottoscritto con il governo e poi con il Piano Sanitario, nonché attraverso il duro contrasto alle leggi di spreco in uso in questo Consiglio, che io stesso da Assessore mi rifiutai di votare nell'agosto del 2007.

Dunque Presidente, diamoci ragione del nostro lavoro, in ciò che abbiamo ben fatto ed in ciò che possiamo umanamente sbagliare. Altrimenti potremmo tutti strumentalmente accodarci alle dottoresse Baraldi, che vengono in Consiglio Regionale a screditare l'Assessore al di turno, com'è toccato di recente all'Assessore Masci, senza che Lei, Presidente oltre che commissario, abbia dato segno di voler tutelare la sua Giunta e le Istituzioni Regionali di fronte alle ingerenze istituzionali di una figura tecnica.

Per questo rispetto al debito residuo della Regione verso il fondo sanitario regionale per gli anni pregressi, da lei tanto conclamato in questi giorni, indecifrabilmente, fra i 550 ed i 350 milioni di euro, preferisco far riferimento a ciò che ha dichiarato pubblicamente e con assoluta correttezza l'Assessore Masci.

Oggi il debito residuo e definitivo della Regione verso il Fondo Sanitario Regionale è così composto:
- per 260 milioni di euro quale debito reale per minori iscrizioni in competenza per il servizio sanitario, operate dalla Giunta Pace e dal Consiglio Regionale dell'epoca negli anni 2004 e 2005. Tale debito era stato portato da me a conoscenza del dottor Redigolo, insieme al tema della necessaria ricontrattazione delle rate di cartolarizzazione, nell'autunno del 2008. Il dott. Redigolo lo aveva verbalizzato e fatto conoscere dall'aprile del 2009 al tavolo del Ministero dell'Economia. Per ciò sia Lei che il dott. Massicci conoscevate l'esposizione. A fronte di tale debito esiste un credito esigibile per prestazioni non appropriate rese da sanità privata fino al 2007 per circa 80 milioni di euro, e possibili riscontri di attivo nel miliardo di debito delle Asl , per il quale il Ministero sollecita a definire la riconciliazione ancora nell'ultimo verbale del 2010;
- per 101 milioni di euro quale sopravvenienza passiva dovuta alla mancata dismissione immobiliare, prevista con parere favorevole del Dott. Massici, con legge regionale n. 4 del 2007. In realtà avevo già avviato dal 2007 uno studio per la istituzione di una società patrimonio regionale, sul modello di altre Regioni, ma la sua regolazione legislativa, è regolata con legge 133 dell'agosto del 2008, quando ormai era avviato lo scioglimento del Consiglio Regionale. Oggi, per mutato orientamento del Ministro Tremonti, il dottor Massicci esige l'immediato saldo del fondo sanitario regionale, ciò non toglie che la valorizzazione di quegli immobili possa costituire un primo, significativo fondo per lo sviluppo economico e la vertenza Abruzzo, così come hanno precisato i rappresentanti di Confindustria e del Sindacato in sede di audizione.

Signor Presidente, il problema che dobbiamo affrontare in prospettiva del federalismo ormai è un altro e ben più sostanziale.
Non basta più, Signor Presidente, portare il sistema sanitario regionale al pareggio contabile rispetto al riparto Cipe del FSN.
Il risultato a pareggio non solo non si è verificato con il termine del piano di rientro al 31.12.2009, ma molto probabilmente non lo vedremo neppure con il Piano Operativo per il 2010 e chissà per il 2011.
L'avvio delle operatività legislative per il federalismo fiscale impone ormai di uscire dalla logica dei saldi contabili del servizio sanitario regionale, producendo soltanto tagli scenografici nelle realtà più deboli della nostra regione, ma nessun effetto di risparmio e di qualità del servizio.
Bisogna avviare invece una fase di forte ristrutturazione dei processi produttivi in sanità, con obiettivi di riqualificazione e di eccellenza, tali da determinare un velocissimo adeguamento ai costi standard, che verranno fissati facendo riferimento alle regioni più virtuose, con liberazione di risorse adeguate da investire nella vertenza Abruzzo per la crescita economica e lo sviluppo.

Lo suggerisce lo stesso documento di programmazione che recita "tali obiettivi sono perseguiti attraverso interventi di prodotto, cioè orientati alla riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi erogati, cui vanno affiancati interventi di processo, orientati alla riqualificazione ed al potenziamento delle competenze necessarie per il governo del Sistema Sanitario Regionale",
Si pone dunque con urgenza la necessità di un intervento strategico, assolutamente non riconoscibile nella corrente gestione commissariale e di governo, che ristrutturi sostanzialmente i processi produttivi in sanità, marcando strettamente anche quelli del settore privato convenzionato, per generare una nuova eccellenza di prodotto.
Tale innovazione di processo e di prodotto deve però ottenersi non ai costi storici, né può accedere alla convergenza di Lea adeguati a costi standard in tempi eccessivi, se vogliamo liberare le risorse necessarie da orientare al sistema socio economico regionale.
Bisogna invece anticipare i tempi e puntare rapidamente a definire i costi standard sanitari, prendendo a riferimento le regioni cosiddette virtuose, determinando una convergenza veloce che liberi il bilancio dalla zavorra della spesa sanitaria, diminuendo rapidamente l'incidenza, salita nel 2010 all'87,2% delle entrate.

Le riduzione di tale incidenza libererebbe immediatamente risorse straordinarie che dal 2011 al 2015 consentirebbero di avviare la prima e sostanziale misura di incentivo per la vertenza Abruzzo, che, operando automaticamente, restituisce immediatamente flusso finanziario al sistema economico.
Mi riferisco alle aliquote aggiuntive sui redditi e l'Irap che -sempre citando il Dpfer- non potranno essere ridotte fino al 2015: "La mancanza di significative risorse aggiuntive obbligherà la Regione a dover utilizzare ancora la leva fiscale per il pagamento delle rate annuali delle cartolarizzazioni". Ben 41,5 milioni/anno fino al 2015.
In realtà le aliquote aggiuntive per il ripiano del debito sanitario valgono circa 140 milioni all'anno, ben 700 milioni dal 2006 ad oggi, ed ancora 700 milioni fino al 2015.
In dieci anni i costi sanitari avranno pesato sulla nostra economia per ben 1,4 miliardi di euro un aggravio enorme rispetto alle altre Regioni. E forse non è un caso che il Tar del Molise le abbia persino sospese, perche esse mettono a rischio la sopravvivenza del contesto sociale ed economico.

Ricondurre dunque la spesa sanitaria con massima rapidità a costi "virtuosi", questa è secondo me la priorità assoluta per i prossimi anni.
Restituire al sistema economico e sociale le risorse liberate e rese disponibili per ricostituire le basi di una crescita. che consentirà anche di pagare il debito.
Essa infatti ricostituirà le basi fiscali del sistema regionale abruzzese, che è costitutivo e sostanziale nel sistema normato del futuro federalismo fiscale in Italia, e condizione propedeutica perché questa nostra Regione Abruzzo mantenga lo status istituzionale di Regione nell'ordinamento costituzionale.

Affinché ciò possa ottenersi Presidente, serve un'azione adeguata, un'apertura culturale, programmatica e doti di dialogo, che ci risulta difficile leggere nella sua azione di governo, spesso confusa con le prerogative commissariali.
L'azione di governo richiede determinazione ma anche capacità di confronto e coinvolgimento.
Troppo spesso Lei è apparso motivato da un istinto conservativo e di autosufficienza, ridotto a negare le più elementari condizioni di confronto democratico e pubblico. I documenti programmatori e di bilancio ignorano le istanze pervenute dalle parti sociali e raccolte per iniziativa del Pd e delle opposizioni nel Consiglio Regionale del 15 dicembre us. .
Noi nel confermarle la necessità di qualificare questi documenti con l'obiettivo di sviluppare la vertenza Abruzzo, ma notando in essi l'assenza di ogni adeguata elaborazione che vada in quella direzione, così come richiesto da tutte le parti sociali, pur auspicando un cambiamento chiaro della rotta recessiva della sua azione di governo, perché auspichiamo una vera rinascita dell'Abruzzo che oggi Lei non appare in grado di prospettare, non possiamo che confermarle il nostro voto contrario.
L'Aquila28 dicembre 2010

 

 

 

 

 

 

EMENDAMENTO
al disegno di legge regionale
"Disposizioni finanziarie per la redazione del Bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Abruzzo (legge finanziaria regionale 2011)".
Al capo I, dopo l'articolo 13, inserire il seguente articolo (Costituzione di una Società Patrimonio per la dismissione e la valorizzazione degli immobili):
1. La Regione Abruzzo, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, costituisce una Società Patrimonio ai sensi e per gli effetti dell'art. 58 della Legge 6 agosto 2008 n. 133 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria)
2. Alla Società vengono conferiti, al fine della dismissione e valorizzazione, gli immobili di cui all'articolo 1, comma 5, della Legge Regionale 28 dicembre 2006, n. 47 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2007 e pluriennale 2007-2009 della Regione Abruzzo - Legge Finanziaria 2007) e di cui alla Legge Regionale 16 marzo 2007 n. 4 (Misure finanziarie per il piano di risanamento del sistema sanitario regionale di cui all'art. 1 comma 180 della Legge 30 dicembre 2004 n. 311 - Legge Finanziaria 2005) in elenco allegato alla deliberazione della Giunta Regionale n. 379 del 23 aprile 2007 e deliberati dei Direttori delle Aziende Sanitarie della Regione Abruzzo.
3. Vengono altresì conferiti alla Società Patrimonio gli immobili dismessi ai sensi dell'art. 63 della Legge Regionale 25 agosto 2006 n. 29 ( Modifiche ed integrazioni alla Legge Regionale 31 dicembre 2005 n. 46) e dell'articolo 1, comma 8, della Legge Regionale n. 47/2006.
4. Le risorse derivanti dalle dismissioni e valorizzazioni di cui al presente articolo, sono iscritte nella UPB 04.01.001, capitolo 41011 del bilancio della Regione Abruzzo per l'anno 2011, per un importo pari ad euro 10.000.000,00 (diecimilioni).
5. Nel bilancio di esercizio della Regione Abruzzo per l'anno 2011 è iscritto il capitolo di nuova istituzione UPB____________, n. _______________ denominato "Risorse finanziarie per il sostegno della Vertenza Abruzzo", con uno stanziamento pari ad euro 10.000.000.,00 (diecimilioni)