E' questa la proposta lanciata nel corso della conferenza stampa di questa mattina, al Comune di Avezzano, dal vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico, e dai consiglieri Giuseppe Di Pangrazio e Gino Milano, per far fronte alla preoccupate situazione che è venuta a crearsi a causa dei tagli alla Sanità marsicana prevista dal Piano di riordino ospedaliero della Regione e del Governo.
Per D'Amico, «il Piano di rientro approvato dalla Regione nel 2007 stava dando i suoi risultati. Il commissario a gennaio 2009 comunicò che era in linea per raggiungere il pareggio. Nel 2009», ha spiegato D'Amico, «si sono verificate però nuove perdite e così anche nel 2010. Ora si cerca di risolvere il problema con i tagli. Ma ciò che manca è capire dove sta la perdita. Noi rivendicheremo questa risposta e chiederemo ai sindaci di fare la stessa cosa. La ristrutturazione andava fatta secondo il Piano sanitario vigente piuttosto che con un ulteriore svilimento causato dal Piano di riordino».
Secondo Di Pangrazio, «E' stato progettato un lavoro del subcommissario che ha individuato le criticità ma che, non essendo legata al territorio, ne ha analizzato le cause senza il bagaglio necessario né la competenza per fare scelte che appartengono alla politica. Dal presidente Gianni Chiodi», ha aggiunto, «sono arrivati sempre messaggi positivi e incoraggianti, invece non era così. Il Piano è stato presentato senza una minima condivisione».
«Questo piano», ha dichiarato Gino Milano, «non tiene conto delle condizioni sociali e territoriali, si taglia anche oltre il dovuto. La rete ospedaliera marsicana non è mai stata realizzata e Chiodi è un mentitore rispetto a quanto affermato nel suo programma elettorale. Sarebbe opportuno che qualcuno se lo rileggesse».
Un'altra questione sollevata nel corso della conferenza, riguarda il Polo universitario dell'Aquila che insieme ai reparti aquilani della Asl sbilancia pesantemente i servizi verso il capoluogo, mentre nella Marsica il rapporto tra abitanti e posti letto è troppo basso rispetto agli standard. Con la Asl unica Avezzano, in questo modo, rischia una pesante declassificazione.