Sig. Presidente,
la Sua adesione al documento dei Governatori del Lazio, Molise, Campania e Calabria per un confronto con il Ministro dell'Economia sulla manovra finanziaria per il 2011 impone alcune riflessioni.
Altri Presidenti, della Lombardia, del Veneto, del Piemonte, dell'Emilia Romagna hanno espresso posizioni ferme in ordine al danno che la manovra produce per le Regioni, anche violando l'ordinamento costituzionale.
E' condivisibile il principio da Lei espresso di distinguere non le Regioni virtuose da quelle "canaglia", ma quelle dal "comportamento" virtuoso dalle altre. Dunque non comprendo la Sua scelta di condividere la posizione del Molise, ma soprattutto della Campania e della Calabria, che negli ultimi anni hanno eluso ogni comportamento virtuoso, in ordine al risanamento dei bilanci regionali ed in particolare delle gestioni sanitarie.
Il Documento di programmazione economico finanziario della Regione Abruzzo per l'anno 2010, approvato dalla Sua Giunta, dimostra che in Abruzzo dal 2005 e poi con il Piano di rientro dal debito del 2007 fino ad oggi, sono applicate in continuità politiche di rigore e di risanamento della gestione e del bilancio regionale, a prescindere da ogni altro fatto straordinario giudiziario e politico.
A mio avviso dobbiamo unitariamente rivendicare con i Governatori delle Regioni "virtuose" una specifica condizione dell'Abruzzo e rivendicare il nostro"comportamento virtuoso". E' un passaggio istituzionale fondamentale per tenere l'Abruzzo legato alle Regioni del centro -nord, le più avanzate del Paese, piuttosto che alle Regioni meridionali, le più resistenti a politiche di rigore e di efficienza.
Un tale cambio di strategia determinerebbe anche un ruolo di guida e di stimolo dell'Abruzzo rispetto alle altre Regioni meridionali. Diversamente saremo confusi nel resistente " partito della spesa".
Il Presidente Formigoni e gli altri Presidenti non credo vogliano svolgere un'azione di contrasto alla manovra di governo. Vogliono, invece, marcare la pariteticità del Governo regionale, in rapporto a quello centrale, anche per il primario rispetto della norma costituzionale. Dunque noi dobbiamo collegarci con le Regioni virtuose e chiedere di essere riconosciuti tra esse.
Su questa base il confronto con il Governo avrà più solide possibilità di contrattare un maggiore e qualificante sostegno all'Abruzzo.
Presidente, non abbia timore a rivendicare i meriti della nostra Regione ,che dal 2005, seppur tra drammi e contraddizioni, sta cercando strade nuove e più solide per il futuro
Nel ringraziarLa per la Sua attenzione la saluto cordialmente.
Dott. Giovanni D'Amico